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L’economia sociale in Europa cresce: i risultati della revisione intermedia del Piano d’azione UE

L’economia sociale in Europa cresce: i risultati della revisione intermedia del Piano d’azione UE

mercoledì 1 aprile 2026

La Commissione ha pubblicato una  relazione  sul suo  piano d'azione per l'economia sociale , esaminando i progressi compiuti dal 2021 e delineando ulteriori azioni per rafforzare l'economia sociale in tutta Europa. 

L'attuazione del piano d'azione è  a buon punto . Negli ultimi cinque anni, 21 Stati membri hanno adottato o stanno preparando strategie nazionali o regionali per l'economia sociale e 12 hanno riformato le proprie leggi in materia. Oltre 1,62 miliardi di euro di finanziamenti UE e 1,2 miliardi di euro di  garanzie InvestEU  sono stati stanziati a sostegno dell'economia sociale dell'UE nel periodo 2021-2027.  

Guardando al futuro, la relazione individua le priorità per rendere l'economia sociale più  competitiva ,  solida  e ampiamente  riconosciuta . Tra queste figurano norme più chiare in materia di aiuti di Stato, quadri normativi più solidi per gli investimenti sociali privati, una migliore raccolta dati in tutti gli Stati membri e una serie di strumenti a supporto delle politiche regionali e locali in materia di economia sociale. 

Un'indagine  speciale dell'Eurobarometro condotta nell'ottobre 2025  ha rilevato che metà degli europei aveva interagito con organizzazioni dell'economia sociale negli ultimi cinque anni e che il 75% considerava l'economia sociale importante per la società. Tuttavia, queste organizzazioni continuano a incontrare disparità nell'accesso a sostegno, mercati e finanziamenti.  

La Commissione europea ha pubblicato la revisione intermedia del Piano d’azione per l’economia sociale (SEAP), offrendo un quadro aggiornato dei progressi compiuti e delle sfide ancora aperte per uno dei settori più dinamici e strategici dell’economia europea.

Negli ultimi anni, l’economia sociale ha consolidato il proprio ruolo all’interno del sistema economico dell’Unione europea. Secondo il rapporto, il settore conta oltre 4,3 milioni di organizzazioni e impiega circa 11,5 milioni di persone, pari al 6,3% dell’occupazione totale .

Cooperative, associazioni, imprese sociali e fondazioni operano oggi in ambiti chiave come i servizi sociali, l’energia, l’economia circolare e la cultura, contribuendo non solo alla crescita economica, ma anche alla coesione sociale e allo sviluppo dei territori.

Un ruolo chiave nelle transizioni in corso

Il contributo dell’economia sociale appare particolarmente rilevante in alcuni ambiti strategici per il futuro dell’Europa.

Nel campo dell’economia circolare, le organizzazioni sociali promuovono modelli sostenibili di produzione e consumo. Nel settore energetico, favoriscono la diffusione delle comunità energetiche e l’accesso equo all’energia. Anche nell’housing sociale, nel turismo sostenibile e nella transizione digitale, il loro ruolo è sempre più significativo.

Si tratta di esperienze che dimostrano come l’economia sociale possa coniugare innovazione, inclusione e sviluppo locale.

Le priorità per il futuro

La Commissione europea indica chiaramente la direzione per i prossimi anni. La sfida non è più quella di costruire il quadro di riferimento, ma di rafforzarne l’attuazione.

Le priorità individuate includono:

  • il miglioramento dell’accesso ai finanziamenti;
  • il rafforzamento delle competenze e dell’imprenditorialità sociale;
  • una maggiore integrazione nelle politiche economiche e industriali;
  • lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e dati più solidi;
  • il coinvolgimento più attivo di regioni e amministrazioni locali.

Verso una nuova fase dell’economia sociale

La revisione intermedia segna un passaggio importante: l’economia sociale è ormai riconosciuta come una componente stabile del modello europeo.

La fase che si apre richiede però un ulteriore salto di qualità. Per esprimere appieno il proprio potenziale, il settore dovrà essere sempre più integrato nei mercati, sostenuto da strumenti adeguati e valorizzato nelle politiche pubbliche.

In questo percorso, l’economia sociale può rappresentare una leva fondamentale per costruire un’Europa più inclusiva, sostenibile e resiliente.