Europêche ha sottolineato che, sebbene la flotta peschereccia dell’UE abbia compiuto notevoli progressi ambientali nell’ultimo decennio, l’attuale quadro politico non è riuscito a raggiungere i propri obiettivi socio-economici. L’associazione ha chiesto una politica della pesca più equilibrata che rafforzi la sicurezza alimentare, l’autonomia strategica e la competitività, riducendo al contempo in modo significativo gli oneri normativi superflui.
Europêche si è congratulata con la presidenza cipriota per la leadership dimostrata nel far progredire in modo positivo i negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), in particolare aumentando la dotazione destinata specificatamente alla pesca sostenibile da 2 a 4 miliardi di euro. L’associazione ha accolto con favore questo importante risultato a sostegno della modernizzazione della flotta, della transizione energetica, della sicurezza in mare, dell’innovazione e del ricambio generazionale.
Allo stesso modo, Europêche ha accolto con favore le recenti iniziative della Commissione europea volte a semplificare la legislazione chiave in materia di pesca, tra cui la revisione dei piani pluriennali e del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (EMFAF). Allo stesso tempo, ha incoraggiato la Commissione ad andare oltre, riequilibrando la PCP, affrontando le carenze dell’obbligo di sbarco, rivedendo le norme di gestione della flotta e garantendo che il regolamento sul controllo della pesca rimanga pratico e non comprometta la competitività della flotta dell’UE.
Per quanto riguarda le relazioni in materia di pesca con gli Stati costieri del Nord, Europêche ha chiesto un impegno politico costante con il Regno Unito, la Norvegia e altri Stati costieri per raggiungere accordi di ripartizione delle quote completi ed equi che rispettino e garantiscano pienamente i diritti di pesca storici dell’Unione europea.
In materia di politica commerciale, Europêche ha ribadito le proprie preoccupazioni riguardo all’impatto cumulativo degli accordi di libero scambio con i principali paesi produttori di tonno. L’associazione ha invitato la Commissione europea a salvaguardare il settore tonniero dell’UE attraverso clausole di salvaguardia forti e applicabili, simili a quelle previste nell’accordo UE-Mercosur. Ha inoltre esortato la Commissione a detrarre i volumi aggiuntivi di tonno concessi nell’ambito di futuri accordi di libero scambio dal prossimo regime di contingenti tariffari autonomi (ATQ), al fine di prevenire ulteriori distorsioni del mercato e garantire condizioni di parità per i produttori dell’UE.
In merito al prossimo «Ocean Act», Europêche ha sottolineato che la pesca deve rimanere un pilastro strategico della politica marittima europea. L’associazione ha invitato la Commissione ad affrontare la crescente pressione spaziale sulla pesca, garantendo che il settore sia trattato su un piano di parità con le altre attività marittime e che sia salvaguardato l’accesso alle zone di pesca tradizionali. Ha inoltre sostenuto la necessità di semplificare la legislazione ambientale e di migliorarne la coerenza con gli obiettivi e il quadro di gestione della PCP, evitando duplicazioni e obblighi contrastanti.
Javier Garat, presidente di Europêche, ha dichiarato: «Apprezziamo lo scambio aperto e costruttivo con il commissario Kadis in un momento cruciale per il futuro della pesca dell’UE. I pescatori europei hanno mantenuto gli impegni in materia di sostenibilità; ora le politiche dell’UE devono garantire anche competitività, redditività e ricambio generazionale. Il tempo è essenziale. Con la revisione della PCP, la “Visione per la pesca 2040” e i negoziati sul prossimo bilancio dell’UE ormai in corso, l’Europa ha un’opportunità unica per riportare la pesca al centro della propria agenda. Il settore ha bisogno di azioni concrete – non di ulteriori ritardi – per invertire la tendenza al declino e garantire un futuro sostenibile e prospero alle comunità di pescatori europee».
A questo proposito, il settore accoglie con grande favore la presentazione odierna delle prime Strategie dell’UE per le isole e le comunità costiere, che pongono le comunità di pescatori al centro dell’agenda europea e coronano il successo della Presidenza cipriota.
Europêche ha ringraziato il commissario Kadis e la presidenza cipriota per il dialogo costruttivo e ha ribadito il proprio impegno a collaborare con le istituzioni europee per sviluppare una politica della pesca più semplice, coerente e lungimirante, a beneficio sia dell’ambiente marino che delle persone che da esso dipendono.