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La Corte dei conti europea conferma l'allarme sul futuro assetto finanziario della PAC

mercoledì 11 febbraio 2026

La Corte dei conti europea conferma l'allarme sul futuro assetto finanziario della PAC

Il parere pubblicato ieri pomeriggio dalla Corte dei conti europea (ECA) sul futuro assetto e sull'attuazione della politica agricola comune (PAC) è una conferma istituzionale delle preoccupazioni di lunga data del settore, che hanno scatenato importanti proteste agricole

Secondo la proposta della Commissione relativa al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, la PAC sarebbe notevolmente riformata e integrata in un fondo unico più ampio e nell'attuazione di piani nazionali unici. Sebbene presentata come una misura volta a semplificare e aumentare la flessibilità, la rinazionalizzazione completa della PAC comporta conseguenze multiple e a cascata per il settore agricolo.

Dalla pubblicazione della proposta in piena estate, la Commissione ha presentato suggerimenti per adeguamenti parziali da parte dei colegislatori a seguito delle grandi proteste agricole a Bruxelles e Strasburgo. In questo contesto, il parere della Corte dei conti europea era atteso con impazienza dall'intero settore.

La Corte dei conti europea conferma che la complessità delle modalità di pianificazione e la nuova architettura giuridica potrebbero creare incertezza per gli Stati membri, ridurre la prevedibilità per i beneficiari e ritardare l'erogazione dei fondi, compromettendo in ultima analisi l'obiettivo di semplificazione dichiarato dalla Commissione.

Ulteriore incertezza deriva dal fatto che il finanziamento totale della PAC sarà noto solo dopo l'adozione dei piani nazionali da parte del Consiglio, complicando la pianificazione finanziaria per gli agricoltori e rendendo difficile il confronto con l'attuale PAC.

Nel suo parere, la Corte dei conti europea segnala chiaramente il rischio di compromettere gli elementi comuni della PAC, il che potrebbe portare a una concorrenza sleale e a distorsioni all'interno del mercato interno. Emerge un paradosso politico sorprendente: in un momento in cui l'UE chiede una maggiore integrazione, la Commissione sta procedendo alla rinazionalizzazione della sua politica storicamente più integrata.

Infine, il parere sottolinea la necessità di trasferire ulteriori disposizioni dal Fondo alle proposte della PAC per preservarne la completezza e il carattere comune.

La pubblicazione di questo parere segna un momento storico, si spera con l’utilità di garantire che la PAC rimanga una politica forte, comune e prevedibile, a sostegno degli agricoltori europei, delle comunità rurali e della sicurezza alimentare.