Confcooperative ha trasmesso il proprio contributo alla consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea sulla revisione delle regole UE in materia di appalti pubblici, un passaggio strategico che avvierà il percorso di riforma delle direttive comunitarie nel corso del 2026.
Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del PIL dell’Unione europea e costituiscono uno degli strumenti principali attraverso cui le politiche europee incidono sull’economia reale, sull’occupazione e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Per questo motivo, la revisione del quadro normativo assume un’importanza centrale per il sistema cooperativo e per l’economia sociale nel suo complesso.
Nel contributo inviato alla Commissione, Confcooperative sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo strategico degli appalti pubblici, superando una logica esclusivamente orientata al prezzo e valorizzando invece qualità, lavoro, inclusione e sostenibilità.
Tra le principali proposte avanzate figurano:
- il superamento del criterio del massimo ribasso e il ricorso sistematico all’offerta economicamente più vantaggiosa, con una reale valorizzazione dei criteri sociali e qualitativi;
- l’introduzione di meccanismi obbligatori di revisione dei prezzi, in particolare in relazione all’aumento dei costi del lavoro e ai rinnovi dei contratti collettivi, al fine di garantire l’equilibrio contrattuale e la continuità dei servizi;
- la semplificazione delle procedure di gara e la riduzione degli oneri amministrativi che oggi penalizzano soprattutto PMI e imprese dell’economia sociale;
- il rafforzamento dell’accesso delle cooperative agli appalti pubblici, anche attraverso strumenti di aggregazione e una maggiore suddivisione degli appalti in lotti;
- la tutela del regime speciale per i servizi sociali e il rafforzamento degli appalti riservati, fondamentali per l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate;
- una maggiore formazione delle stazioni appaltanti sugli appalti strategici e sul valore dell’economia sociale.
Il contributo di Confcooperative si inserisce in un contesto europeo in cui anche il Parlamento europeo ha recentemente assunto una posizione favorevole al rafforzamento della dimensione sociale degli appalti pubblici, riconoscendo il ruolo delle imprese dell’economia sociale e la necessità di contrastare dumping salariale e competizione al ribasso.
La consultazione della Commissione rappresenta un passaggio decisivo per incidere sulle future proposte legislative. Confcooperative continuerà a seguire con attenzione il percorso di riforma, portando avanti le istanze del movimento cooperativo italiano nel confronto europeo.